Inventio Herculaneis: per una rilettura dei giornali degli scavi di Ercolano

Résumé : Dalla pubblicazione nel 1958 di Ercolano, i nuovi scavi da parte di Amedeo Maiuri, si ritiene che siano accessibili tutti i dati degli scavi svolti tra il 1927 e il 1941, nonostante l'assenza del secondo volume, rimasto inedito a causa della scomparsa dell'autore. Ogni volta che uno studioso si accinge ad utilizzare il sito di Ercolano nel corso delle sue ricerche, si riferisce come prima cosa, se non solo, al volume del Maiuri. Tuttavia, si può dimostrare come l'attendibilità dei dati pubblicati dal Maiuri sia scarsa: la maggior parte del discorso si basa su un'osservazione del sito dopo il suo restauro piuttosto che sul risultato dello scavo. La visione ora condivisa di Ercolano corrisponde più ad una percezione ideale e musealizzata che all'immagine emersa dallo scavo. Una rilettura complessiva dei giornali di scavo redatti tra il 1927 e il 1961, periodo nel quale A. Maiuri era Soprintendente agli scavi, permette di dare una nuova percezione della città. I problemi di comprensione di questi rapporti quotidiani sono numerosi, ma il più importante da superare è quello della localizzazione delle descrizioni eseguite giorno dopo giorno: ne la visione del sito - ovviamente parziale - ne i punti di riferimenti topografici corrispondono alla nostra conoscenza attuale. Ad esempio, la numerazione dei cardini cambia tre volte, secondo le ipotesi di localizzazione dello scavo proposte nel confronto con la carta generale del sito ricavata dai disegni settecenteschi. Tuttavia, grazie ad una rilettura accurata dell'insieme di questi giornali, si può seguire l'avanzamento dei lavori di disseppellimento e restituire Ercolano così come apparse durante gli scavi e non come venne inventata dal Maiuri. I cambiamenti che emergono vanno dal più banale dettaglio alla necessaria revisione di tutta una casa, con revisioni sussidiare della percezione dello spazio urbano. Ad esempio, la descrizione della bottega che si trova nella facciata della Casa di Nettuno ed Anfitrite (V, 6), come venne redatta all'atto dello scavo non specifica ne anfore sullo scaffale - trovato vuoto -, ne derrate conservate nei dolii - le fave esposte provengono da un'anfora trovata al primo piano. La Casa a Graticcio è sicuramente l'esempio per il quale la distorsione tra i dati di scavo e lo stato conosciuto è la più ampia. I giornali di scavo permettono non solo di ricollocare tutti i mobili di legno nelle stanze dove sono stati trovati - permettendo così di capire meglio la divisione della casa in quattro appartamenti di dimensioni molto diverse - ma anche di restituire un ballatoio che andava molto oltre il marciapiede per guadagnare più spazio possibile, rendendo molto buia la parte meridionale del cardo IV. Gran parte delle distorsioni tra i dati direttamente ricavati dallo scavo e il modo col quale sono stati presentati e pubblicati si può spesso spiegare con le contingenze legate al restauro. La volontà del Maiuri di presentare in un modo molto didattico le vestigia di Ercolano è un'altra spiegazione per questi travisamenti che devono essere tutti studiati per capire al meglio l'invenzione di Ercolano.
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Contributeur : Nicolas Monteix <>
Soumis le : mardi 10 mai 2011 - 18:27:35
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Nicolas Monteix. Inventio Herculaneis: per una rilettura dei giornali degli scavi di Ercolano. Antonella Coralini. Vesuviana. Archeologie a confronto (Atti del Convegno Internazionale, Bologna, 14-16 gennaio 2008), Ante Quem, Bologna, 2009, Ante Quem, pp.181-198, 2009, 'Studi e Scavi del Dipartimento di Archeologia. Vesuviana', 14. ⟨halshs-00592034⟩

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